A me l'ecumenismo del Cavaliere (per prendere spunto dall'editoriale di Repubblica di oggi) non convince per niente.
Tutto questo dialogo con l'opposizione mi lascia abbastanza perplessa.
Non mi fido insomma.
D'altra parte tutta la campagna elettorale della destra ha cavalcato il demagogismo puro, facendo leva sui bisogni e le paure della gente. La sicurezza, la casa, il lavoro.
Sulla sicurezza si fa presto a stringere. Cominci a prendere a calci nel sedere gli extracomunitari irregolari e li rispedisci in patria. La soluzione è bell'e trovata a sentir Maroni, Alemanno e compagnia.
Sulla casa... beh la promessa di togliere l'ici sulla prima casa, se mai dovesse venire realizzata, significherebbe per il cittadino comune non fargli spendere 200-300 euro all'anno (che non sono certamente pochi, ma non gli cambiano la vita). Per il cittadino ricco invece la cifra si alza eccome!
Un altro argomento sventolato con orgoglio è la detassazione degli straordinari.
Interessante... ma non so se è tutta la verità.
Parlavo questa mattina con un collega sindacalista, il quale mi ha fatto riflettere sul fatto che questa richiesta proviene insistente dagli industriali, ai quali poco importa se nelle tasche dei loro operai rimane il 23% in più sugli straordinari. E' più probabile che siano invece interessati a quello che rimane in tasca a loro se, insieme alla detassazione, ci sarà anche la decontribuzione. Non paghiamo le tasse sugli straordinari, ma non ci vengono nemmeno conteggiati i contributi (se non sbaglio l'onere della contribuzione spetta per il 32% al datore di lavoro e per l'8% al dipendente, ma mi devo informare meglio). Di questo, che è solo un sospetto, intendiamoci... nessuno fa cenno.
Dobbiamo solo aspettare. Aspettare e sperare che dietro il sorrisone e il buonismo sfoderati da Berlusconi non si nasconda una trappola.
Ma io continuo imperterrita a non fidarmi.